COME AVVIENE IL PRELIEVO DI MIDOLLO OSSEO 

In Italia, ogni anno sono sempre più numerose le persone che hanno bisogno di un trapianto di midollo osseo, sia bambini, che adulti ma purtroppo solo in rari casi è possibile trovare un donatore nell'ambito della famiglia.

Questo problema rende necessaria la collaborazione di tutti i volontari disposti ad offrirsi come donatori per poter incrementare le speranze di sopravvivenza di questi malati.

Il trapianto di midollo osseo (TMO) è una procedura terapeutica che ha permesso di cambiare in modo radicale la prognosi della leucemia perché offre ai pazienti un'enorme possibilità di guarigione.

Il prelievo di midollo osseo, da donatore non consanguineo, avviene mediante ripetute punture delle creste iliache (ossa del bacino); trattandosi di punture ossee il prelievo avviene in anestesia generale, oppure quella di tipo epidurale, mediante puntura lombare.

Il prelievo dura in genere, poco più di un'ora; la quantità di sangue midollare che viene prelevata varia in rapporto al volume corporeo del ricevente, ma è di norma compresa fra i 700 e i 1000 ml, ciò non comporta alcun danno o menomazione al donatore.

All'uscita dalla sala operatoria, a solo scopo precauzionale, si preferisce tenere il donatore sotto controllo per 12-24 ore, perciò sarà spedalizzato almeno per un giorno.

Al risveglio, egli avrà un lieve dolore nella zona del prelievo, che già all'uscita dall'ospedale  si trasforma generalmente in un indolenzimento che sparisce in pochi giorni e facilmente controllabile con analgesici comuni.

Durante il prelievo di midollo, viene di solito trasfusa al donatore, una o due unità di sangue, precedentemente prelevate al donatore stesso, circa una o due settimana prima della data fissata per l'espianto; questo perché, da una parte, consente di bilanciare il volume di sangue circolante, dall'altra garantisce al donatore l'assenza dei rischi di infezione da trasfusione.

La tutela del donatore è massima!

Il midollo prelevato dal donatore si ricostruisce nell'arco di due settimane circa, riportando quindi il donatore stesso nella sua condizione iniziale, senza aver subito alcuna menomazione; non è necessaria l'assunzione di farmaci né prima né dopo la donazione, appare però opportuno prevedere che il donatore debba restare assente dalle sue abituali occupazioni non più di una settimana.

Altra modalità di raccolta è il prelievo di cellule staminali da sangue periferico entrato in vigore (Decreto Ministeriale 3 marzo 2005) per i donatori non consanguinei (vedi paragrafo successivo).

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